Estate 2025: frutta a peso d’oro, tra clima impazzito e filiere in crisi
Notizie Fresche
scritto da Besostri Frutta Srl il 31-07-2025 17:12
Ciliegie a 20 euro al chilo, pesche e albicocche aumentate a doppia cifra, consumi in picchiata.
Nell’estate 2025 la frutta è diventata un bene di lusso, e le tavole degli italiani ne risentono profondamente.
Dietro l’impennata dei prezzi si nasconde una tempesta perfetta: cambiamenti climatici sempre più estremi, drastico calo della produzione nazionale, filiere in affanno e speculazioni che gravano sul costo finale per il consumatore.
Secondo i dati ISMEA, solo nelle prime settimane di luglio le albicocche sono aumentate del 40% rispetto al 2024, le ciliegie del 100%, mentre pesche e nettarine segnano rincari tra il 7% e il 15%. Una famiglia italiana, oggi, spende fino a 290 euro in più all’anno solo per cercare di mantenere lo stesso consumo di frutta e verdura rispetto a dodici mesi fa.
Nell’estate 2025 la frutta è diventata un bene di lusso, e le tavole degli italiani ne risentono profondamente.
Dietro l’impennata dei prezzi si nasconde una tempesta perfetta: cambiamenti climatici sempre più estremi, drastico calo della produzione nazionale, filiere in affanno e speculazioni che gravano sul costo finale per il consumatore.
Secondo i dati ISMEA, solo nelle prime settimane di luglio le albicocche sono aumentate del 40% rispetto al 2024, le ciliegie del 100%, mentre pesche e nettarine segnano rincari tra il 7% e il 15%. Una famiglia italiana, oggi, spende fino a 290 euro in più all’anno solo per cercare di mantenere lo stesso consumo di frutta e verdura rispetto a dodici mesi fa.
I raccolti italiani colpiti dal clima estremo
A fare le spese della crisi è l’intera agricoltura nazionale, già duramente provata da un clima sempre più imprevedibile.
L’esempio più drammatico è quello delle ciliegie pugliesi, colpite dalle gelate primaverili che hanno distrutto fino al 100% dei fiori in alcune zone. E non va meglio al resto del comparto: negli ultimi dieci anni la produzione di frutta fresca è crollata del 30%, con perdite drammatiche per pere, pesche, nettarine e altri simboli dell’agricoltura italiana.
Nel frattempo, l’Italia arretra nelle classifiche europee per produzione e consumo, e secondo Coldiretti abbiamo già perso oltre 300.000 ettari coltivati e più di 200 milioni di alberi da frutto.
A fare le spese della crisi è l’intera agricoltura nazionale, già duramente provata da un clima sempre più imprevedibile.
L’esempio più drammatico è quello delle ciliegie pugliesi, colpite dalle gelate primaverili che hanno distrutto fino al 100% dei fiori in alcune zone. E non va meglio al resto del comparto: negli ultimi dieci anni la produzione di frutta fresca è crollata del 30%, con perdite drammatiche per pere, pesche, nettarine e altri simboli dell’agricoltura italiana.
Nel frattempo, l’Italia arretra nelle classifiche europee per produzione e consumo, e secondo Coldiretti abbiamo già perso oltre 300.000 ettari coltivati e più di 200 milioni di alberi da frutto.
Meno frutta, più ingiustizie
Questa situazione ha effetti concreti sul carrello della spesa: secondo l’Osservatorio sul mercato ortofrutticolo, un frutto su dieci è sparito dalla tavola degli italiani, e il consumo giornaliero medio è sceso sotto i 400 grammi per persona, al di sotto delle soglie raccomandate dall’OMS.
Il divario si allarga: le fasce di reddito più basse sono le più colpite, e la frutta rischia di diventare un “lusso” per pochi, con impatti gravi anche sulla salute pubblica e sulla qualità dell’alimentazione.
Intanto, il sistema continua a penalizzare i produttori, ai quali vengono riconosciuti prezzi spesso insostenibili, mentre al banco del supermercato i rincari diventano insopportabili per le famiglie.
Questa situazione ha effetti concreti sul carrello della spesa: secondo l’Osservatorio sul mercato ortofrutticolo, un frutto su dieci è sparito dalla tavola degli italiani, e il consumo giornaliero medio è sceso sotto i 400 grammi per persona, al di sotto delle soglie raccomandate dall’OMS.
Il divario si allarga: le fasce di reddito più basse sono le più colpite, e la frutta rischia di diventare un “lusso” per pochi, con impatti gravi anche sulla salute pubblica e sulla qualità dell’alimentazione.
Intanto, il sistema continua a penalizzare i produttori, ai quali vengono riconosciuti prezzi spesso insostenibili, mentre al banco del supermercato i rincari diventano insopportabili per le famiglie.
La nostra risposta: filiera corta, stagionalità, trasparenza
Come azienda che da sempre lavora al fianco degli agricoltori italiani, conosciamo bene queste difficoltà. È per questo che continuiamo a investire nella filiera corta, nella stagionalità e nella qualità tracciabile.
Ogni giorno scegliamo con cura i nostri fornitori, privilegiando imprese agricole italiane che lavorano nel rispetto della terra, del clima e del consumatore.
Come azienda che da sempre lavora al fianco degli agricoltori italiani, conosciamo bene queste difficoltà. È per questo che continuiamo a investire nella filiera corta, nella stagionalità e nella qualità tracciabile.
Ogni giorno scegliamo con cura i nostri fornitori, privilegiando imprese agricole italiane che lavorano nel rispetto della terra, del clima e del consumatore.
Sostenere la frutta italiana oggi non è solo un atto economico: è una scelta etica, culturale e ambientale.
Scopri la nostra selezione di prodotti freschi, italiani, di stagione. Perché il futuro parte anche da ciò che mettiamo in tavola.
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